Chi decide per te, quando non ci sei?
È una delle domande da cui parte il lavoro della Scuola di consapevolezza ONISON Evolution School, che ho creato. Qui trovi alcune pillole sulle sue idee: brevi, semplici, da leggere una alla volta. Non ti chiedo di credermi: prova, e verifica da te.
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Il sonno
Ti sei accorto che a volte un motivetto ti gira in testa per un giorno intero, e lo canticchi senza averlo mai deciso?
È un piccolo esempio di ciò che chiamo «sonno». Non parlo del sonno della notte, ma di un modo di vivere: ci muoviamo, lavoriamo, parliamo, e intanto rispondiamo in automatico a ciò che abbiamo imparato da piccoli. Non è il difetto di qualcuno: è la condizione normale da cui partiamo tutti. Il primo passo non è combatterla, ma accorgersene.
«il sonno è quella “condizione condizionata”, quello stato del vivere che risponde in modo automatico ai modelli appresi negli anni della crescita e che orientano ogni credenza ed ogni azione in maniera meccanica.»
La Via della Luce, p. 56 Per approfondireAcquista il libroProva. Per una settimana, quando devi aprire o chiudere qualsiasi cosa che sia necessario aprire o chiudere, come uno scaffale, una porta, un libro, il tappo di una bottiglia, prima di farlo ricordati di fare un sorriso. Ogni volta che te ne dimentichi, chiediti dove eri in quel momento e scoprirai che in quel momento non c'eri, eri assente: non ricorderai nemmeno a cosa stavi pensando. In quel momento vivevi, ma stavi dormendo!
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La meccanicità
Ti sei accorto che certe persone ti piacciono, o non ti piacciono, prima ancora che abbiano aperto bocca?
Succede perché qualcosa di loro, un gesto, la voce, uno sguardo, somiglia a qualcuno che abbiamo già incontrato, e dentro di noi la risposta parte da sola. Questa è la meccanicità: arriva un'impressione e la risposta è già pronta, sempre la stessa. Al cuoco che affetta una carota serve, e anche a chi guida l'auto. Diventa un problema quando decide al posto nostro: allora ci vuole una pausa fra ciò che ci arriva e ciò che rispondiamo, il tempo di comprendere.
«La meccanicità, circoscritta al suo utilizzo migliore, è positiva, addirittura interessante.»
Gocce di consapevolezza, p. 30 Per approfondireAcquista il libro 

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La presenza
Ti sei accorto che, se provi a restare attento anche solo al tuo respiro, dopo pochi secondi i pensieri ti hanno già portato altrove?
Non è un fallimento: è il punto di partenza. La presenza è la capacità di essere nelle cose mentre accadono, dentro e fuori di noi, senza giudicarle. Si allena richiamandosi a esserci ogni volta che ci si accorge di essere altrove: all'inizio per pochi secondi, poi sempre più a lungo. È ciò che insegno con la Meditazione della Presenza, che si impara in momenti dedicati e poi si porta nella giornata: a tavola, camminando, mentre si ascolta qualcuno.
«Non è necessario ritagliarsi ore intere o cercare condizioni perfette: ogni istante è un'opportunità per praticare la presenza.»
La Meditazione della Presenza, p. 25 Per approfondireAcquista il libro -
Il ricordo di sé
Ti sei accorto che ci sono attimi, rari, in cui ti senti davvero lì, sveglio, e un momento dopo non ci sei già più?
Quegli attimi sono un assaggio di ciò che chiamo «ricordo di sé». La parola inganna: non è un ricordo del passato, ma il richiamarsi a esserci, la consapevolezza di essere qui. In quello stato ci si accorge che fra ciò che ci arriva e la nostra risposta c'è un piccolo intervallo, e lì dentro si può scegliere. All'inizio arriva da sé, ogni tanto; con il lavoro si impara a richiamarlo e, dopo un impegno lungo, a renderlo costante.
«[…] quella condizione che prevede la capacità di osservare e di contenere tutto ciò che accade dentro e fuori di noi, nell'istante in cui accade, senza nessuna valutazione, senza nessun giudizio»
La Via della Luce, p. 91 Per approfondireAcquista il libro -
Senza colpe, con pazienza
Ti sei accorto che, quando riconosci un tuo automatismo, viene subito voglia di dare la colpa a qualcuno: ai genitori, all'educazione, a te stesso?
È una reazione comprensibile, ma non porta lontano. I nostri genitori, e chi ci ha cresciuti, ci hanno passato ciò che avevano, quasi sempre in buona fede; prendersela con loro, o con se stessi, è una lotta che non produce nulla. Lo so per esperienza: mi sono allenato per quattordici anni accanto al mio Maestro, cadendo e rialzandomi più volte di quante possa contarne. Ciò che serve è semplice da dire.
«Quello che si deve fare è soltanto avviare un lavoro idoneo e costante su se stessi e munirsi di tanta pazienza, perché per arrivare ad acquisire una persistente presenza l'impegno è lungo.»
La Via della Luce, p. 83 Per approfondireAcquista il libro
Per andare più a fondo.
Queste idee le ho sviluppate nei cinque libri della collana «Gocce di consapevolezza». Ognuno affronta il lavoro su di sé da un lato diverso.
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Gocce di consapevolezza
Il sonno, la meccanicità, l'osservazione di sé: il punto da cui tutto comincia.
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All'Alba e al Tramonto
Quattro incontri, all'alba e al tramonto, su quattro domande: che cos'è la Vita, il Dolore, la Gioia, il Silenzio.
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La Via della Luce
Il viaggio dal sonno alla libertà: il primo mondo, il ricordo di sé, la volontà, il perdono.
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La Meditazione della Presenza
Il metodo che insegno, passo dopo passo, e i modi per portarlo nella giornata.
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I tipi psicologici
Dodici tipi, uno per ogni figura delle carte francesi: non etichette, ma una fotografia del punto da cui ciascuno parte.
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La Scuola ONISON
È la scuola che ho creato per chi vuole fare questo lavoro con continuità, insieme ad altri e con una guida.
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